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Il gigante

(1956) R: George Stevens A: Elizabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean, Carroll Baker. Dal romanzo di Edna Ferber, storia di due generazioni di proprietari terrieri texani. Melodramma non incredibile dalle fattezze di soap opera, è passato alla storia in quanto ultimo film di un mai abbastanza compianto James Dean. Un Oscar, per la miglior regia.

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Sabrina

(1954) R: Billy Wilder A: Humphrey Bogart, Audrey Hepburn, William Holden, Walter Hampden. Rampollo di una famiglia di ricconi si innamora della Hepburn (e come dargli torto), figlia del loro autista, ma verrà ostacolato dal fratello di lui. Line-up attoriale di assoluto pregio e una gustosa sceneggiatura lo rendono un film ad alta godibilità.

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Bellissima

(1951) R: Luchino Visconti A: Anna Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Gastone Renzelli. L’indimenticabile Magnani è una mamma romana che fa di tutto affinché la sua bimba possa entrare nel mondo dello spettacolo. Visconti costruisce un film sincero appoggiandolo interamente sulle spalle robuste di una Anna Magnani “madre-coraggio” traboccante di umanità.

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Pelle di serpente

(1960) R: Sidney Lumet A: Marlon Brando, Joanne Woodward, Anna Magnani, Maureen Stapleton. Brando musicista vagabondo arriva in città; col suo fascino porterà scompiglio. Da un’opera teatrale di Tennessee Williams, un film che pur evolvendosi irreparabilmente su sé stesso, grazie alla sola magnetica presenza di due autentiche “stelle” (Brando/Magnani) passa inevitabilmente da melodramma di fascino.

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Il bagno turco

(1996) R: Ferzan Ozpetek A: Alessandro Gassmann, Francesca d’Aloja, Carlo Cecchi, Halil Ergün. Gassmann è un designer in crisi esistenziale che eredita un bagno turco a Istanbul. Seducente opera prima del regista Ozpetek, segna anche il primo ruolo di rilievo per Alessandro Gassmann che dimostra di non essere solo “figlio d’arte” ma, ben più notevolmente, un attore capace e carismatico.

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In nome del popolo italiano

(1971) R: Dino Risi A: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Ely Galleani, Yvonne Furneaux. Il magistrato Tognazzi indaga su un omicidio per il quale è sospettato l’industriale Gassman. Caustica analisi della società italiana anni ’70, che passa attraverso la magistrale recitazione in combo di due portenti del nostro cinema.

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Mio fratello è figlio unico

(2007) R: Daniele Luchetti A: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti. Elio Germano e Riccardo Scamarcio sono due fratelli in lotta uno contro l’altro per amore e ideali. Retorico ma non abbastanza da inficiarne la riuscita, è un film carico di passione e di rigoglioso ardore giovanile. Bravi tutti, Germano in primis ancora meglio del divo Scamarcio. Ispirato a un libro di Antonio Pennacchi, 5 David di Donatello vinti. Il titolo è quello di una canzone di Rino Gaetano.

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Apocalypto

(2006) R: Mel Gibson A: Gerardo Taracena, Raoul Max Trujillo, Dalia Hernandez, Rudy Youngblood. Sul finire della civiltà Maya, giovane minacciato da una tribù rivale cerca in tutti i modi di salvare sé stesso e la sua famiglia. Abissale e truculento, è un (gran) film che non vi darà tregua.

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The Prestige

(2006) R: Christopher Nolan A: Christian Bale, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Michael Caine. Bale e Jackman sono due due maghi londinesi vittoriani che si sfidano ogni sera a colpi di prestigi. Interpreti davvero magici danno luce a un film scuro e ossessivo. Nolan ci sa fare, senza trucco e senza inganno. Dal romanzo omonimo di Christopher Priest.

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Un mondo perfetto

(1993) R: Clint Eastwood A: Kevin Costner, Clint Eastwood, Laura Dern, T.J. Lowther. Costner (mai stato più intenso) rapisce un ragazzino ma occhio che un Texas Ranger molto particolare gli è alle calcagna! Opera che sorprende, perché sulle coordinate del film di crimine ma avente come centro meno il crimine e più un delicato ma vigoroso scavo nei sentimenti umani. Eastwood è incredibile come riesca al lordo di un materiale tipicamente poliziesco ad estrarne un perfetto “film d’arte”. Il Clint Eastwood regista è da prendere sul serio. Sempre.